mercoledì, 07 maggio 2008 14:24 in
Diario
Qui dicevo di dover risolvere il problema raffreddamento. Ho comprato
questo, a trenta euro di meno di quanto l'abbia trovato su internet e funziona alla grande! Detto questo parliamo di altro.
La
monnezza di Napoli incombe, non me ne vogliano le persone che mi leggono dalla Campania (
Apsara) o di origini campane (
Saruman) (almeno, queste son quelle che conosco io), ma è un dato di fatto. Ultimamente si cominciano a vedere mucchi di immondizia lasciati per giorni vicino ai secchioni anche qui dietro casa mia, sembra una specie di epidemia. Parlando con
Ely81 giorni fa si era arrivati alla conclusione che l'unica soluzione possibile per risolvere definitvamente il problema, anche per il futuro, era il riciclaggio. Diamo per scontato che tuti noi sappiamo che le bottiglie di plastica e la carta possono essere riciclate se messe negli appositi contenitori, ma perché non lo facciamo? Molti lo fanno, intendiamoci, ma moltissimi altri se ne fregano abbastanza. Io credo che sia una questione di abitudine, come per i carrelli della spesa. Un decennio fa, o forse più, i carrelli venivano lasciati dove capitava dalle persone, almeno fiché qualcuno non ha deciso di costringerle a rimetterli a posto mettendo una catenina che si sblocca se inserisci un euro (allora erano 500 lire). Allo stato attuale delle cose, siamo talmente abituati a questo sistema che anche se queste catenelle mancassero metteremmo a posto il carrello. Abitudine. Dunque, come abituare le persone al riciclaggio? Le idee sono state più di una, ovviamente io non governo nemmeno casa mia, e ovviamente non posso finanziare alcunché, quindi non posso attuarle, però chissà, magari qualcuno capita e legge...
Vuoto a rendereRiportiamo le bottiglie al supermercato e prendiamoci 15 cent per le bottiglie da un litro e mezzo o più, 10 per i tagli più piccoli. Si potrebbe fare sia per il vetro sia per la pastica, addirittura per le lattine. Come per i carrelli al supermercato, piuttosto che perdere dei soldi molti si farebbero la strada verso il supermercato pieni di buste con i vuoti. Al supermercato il compito di smaltirle corretamente, come già avviene per l'olio motore per i meccanici e gli pneumatici per i gommisti.
Tessere elettronicheUna tessera per famiglia, da passare su una macchinetta installata sui secchioni (o nei pressi dei secchioni). La tassa sull'immondizia si riduce proporzionalmente all'utilizzo dei secchioni per la raccolta differenziata.
L'omino ai secchioniProbabilmente da abbinare alla tessera, almeno per i primi anni (stessa cosa per le catenelle dei carrelli: ora se non ci fossero sarebbe la stessa cosa) sia per evitare che nei secchioni siano inserite cose diverse da quelle riciclabili, sia per aiutare le persone.
Più secchioniOvviamente. Raramente vedo in giro secchi per le batterie, quasi impossibile trovare dove buttare l'olio da cucina, almeno qui a Roma, e ci sono strade senza alcun tipo di secchione per la raccolta differenziata. Non ricordo chi mi diceva che in Germania esistono secchioni per il vetro bianco, per il vetro verde e per il vetro marrone. Prendiamo esempio.
Altre idee? Tanto si fa giusto per parlare, non credo che nei prossimi cinque anni anche solo una di queste voci (nemmeno l'ultima) sarà realizzata, quindi spazio alla fantasia!
PS: con il termine
secchione si intende un grosso contenitore dell'immondizia, che in genere si trova in strada. I ragazzi e le ragazze a cui piace studiare non sono argomento del post.